Una terra densa di storia e di memoria che non poteva andare perduta, una terra che nel 1944 fu teatro del terribile eccidio perpetrato dai tedeschi all’inerme popolazione civile; la stessa terra nella quale vissero quasi mille persone negli anni in cui la miniera era in piena attività e la lignite dava soldi e lavoro ma allo stesso tempo rodeva la terra sotto i piedi, sbranava colline, sbancava le valli e si portava via paesi interi. La memoria delle vicende storiche è ancora vivissima e la percepiamo nel centro di documentazione e nel murale di Venturino Venturi. |
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